A rischio licenziamento chi gioca col PC durante l'orario di lavoro

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E' licenziabile l'impiegato che durante l'orario di lavoro usa "in continuazione" il computer dell'ufficio per giocare E' licenziabile l'impiegato che durante l'orario di lavoro usa "in continuazione" il computer dell'ufficio per giocare. Inoltre, accertato il comportamento scorretto del lavoratore, il datore non avrà l'obbligo di contestargli le singole partite giocate.

A stabilirlo è la Suprema Corte di Cassazione nella sentenza n. 25069/2013. La questione riguardava un impiegato di un'azienda farmaceutica a cui veniva contestato di aver giocato con il PC del posto di lavoro per oltre 260 ore in un anno.

La Suprema Corte ha cassato la sentenza d'Appello che aveva accolto la difesa del lavoratore e sostenuto l'illegittimità del licenziamento perchè riferito ad un episodio isolato e pertanto basato su una contestazione generica che non avrebbe consentito un'adeguata difesa. Ma secondo la Cassazione "l’addebito mosso al lavoratore non può essere ritenuto generico per la sola circostanza della mancata indicazione delle singole partite giocate abusivamente dal lavoratore".

Fate attenzione anche ad usare Facebook e i Social Network durante l'orario di lavoro. Basta essere colti una sola volta a perder tempo giocando o stando sui social network come Facebook o Twitter senza autorizzazione per rischiare il licenziamento. A peggiorar la situazione c'è anche il fatto che i social network permettono di monitorare l'orario e il tempo di connessione di ogni utente. Perciò in attesa di sapere come si concluderà il giudizio di rinvio, prendete nota e non rischiate!

Curiosità: proprio per evitare situazioni di questo tipo, in America nella maggior parte delle aziende, alcuni siti (tra cui Facebook, Twitter, YouTube, piattaforme di giochi online e addirittura servizi Webmail come Gmail) sono bloccati direttamente dai datori di lavoro per evitare che i dipendenti perdano tempo e, di conseguenza, sia aumentata la produttività dell'impresa.

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