info@studiovoltaggio.it
+39 06 6876296

Single Blog Title

This is a single blog caption

La Cassazione assesta un colpo mortale all’alienazione parentale

L’ordinanza 9691/2022 della Cassazione assesta un colpo mortale al costrutto dell’alienazione parentale dichiarando altresì la nullità del procedimento per il mancato ascolto da parte del Giudice del minore ormai dodicenne, rimettendo al centro del processo la dignità del minore come persona e i suoi diritti di libertà, senza recidere il legame con la madre accudente, secondo i suggerimenti delle CTU, fatti propri senza vaglio critico dal Collegio giudicante nel decreto cassato.
La speranza di un mutamento radicale che era nata con la precedente ordinanza 13217/2021 e che si è tradotta nei principi e criteri direttivi in materia di ascolto fissati dalla c.d. legge Cartabia ora si tramuta in certezza del diritto per i minori (spesso trattati da “persone minori” soggette al prevalente interesse dei genitori) da considerare persone titolari di veri e propri diritti soggettivi da garantire con un opera di paziente e difficile bilanciamento da ricercare all’interno dei loro interessi, tra i quali quelli più importanti devono essere considerati e protetti.
L’ordinanza bandisce inoltre l’uso della forza fisica e della coazione sin qui esercitata nei confronti dei minori al fine di collocarli nelle case-famiglia, considerandola contraria ai principi dello Stato di diritto e alla tutela della dignità della persona oltre che causa di traumi per il minore stesso.
Di seguito il Comunicato dell’Avv. Antonio Voltaggio, Senior Partner dello Studio Legale Voltaggio, condiviso con l’avv. Maria Teresa Manente, Ilaria Boiano e Lorenzo Stipa che hanno assistito la sig.ra Laura Massaro in questa lunga e travagliata vicenda:

“Come più volte denunciato, molte donne in Italia vengono accusate dagli uffici giudiziari civili e minorili di ‘alienazione genitoriale.

Nonostante da anni siano stati disposti e effettuati incontri protetti tra il padre e il minore, accompagnato sempre dalla Massaro presso i servizi incaricati, che peraltro hanno inviato la signora al centro antiviolenza per assicurarle protezione dalle condotte cui è stata esposta negli anni proprio dal padre del minore, il mancato recupero della relazione padre-figlio è stato indebitamente e sistematicamente attribuito alla signora Massaro e come sanzione si è arrivati persino a pronunciare nei suoi confronti la decadenza della responsabilità genitoriale con collocamento in casa famiglia e interruzione di ogni contatto tra il bambino e la madre, ciò sine die.

In pendenza del nostro ricorso per Cassazione la Corte di Appello di Roma è stata investita della richiesta di sospensione dell’esecuzione del provvedimento, alla luce del pericolo concreto e attuale di un danno grave alla salute del minore e della paura viva manifestata dallo stesso e documentata dal servizio sociale di essere strappato contro la sua espressa volontà dalla sua dimensione esistenziale ritenuta assolutamente adeguata.

Il minore è giunto a scrivere una lettera al Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella, al quale ha espresso la sua disperazione perché la sua volontà di rimanere con la madre espressa piu volte è stata ignorata”.

Nonostante parere favorevole espresso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Roma alla sospensione del provvedimento sin dal 9 settembre, in data 12 novembre 2021 è stato comunicato provvedimento di rigetto della richiesta di sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento del minore dalla madre contro la sua volontà, con una motivazione che appare completamente avulsa dalle prove agli atti. Il collegio difensivo della signora Laura Massaro esprime sgomento per questa decisione e seria preoccupazione che conferma di fatto l’utilizzo nel nostro ordinamento della teoria dell’alienazione genitoriale ormai riconosciuta priva di fondamento scientifico e giuridico con un’ingerenza sproporzionata e irragionevole nella vita privata e familiare dei bambini esposti così a gravi forme di limitazione della loro libertà personale e compressione dei loro diritti fondamentali.

Il rigetto della sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento pronunciato dalla Corte di Appello di Roma peraltro, costituisce fonte di seria preoccupazione anche perché, al di là del caso di specie, mina irrimediabilmente il diritto di ogni persona nell’ordinamento ad un rimedio effettivo nel rispetto del principio costituzionale della tutela giurisdizionale dei diritti: laddove la Corte di Cassazione annullasse la decisione impugnata, come in molti casi analoghi è accaduto, il trauma cui è esposto il minore a causa del provvedimento da eseguire sarebbe irreparabile.

Si auspica una risposta urgente e adeguata di tutte le ulteriori autorità interne investite della vicenda nel nostro ordinamento mediante misure che neppure nei confronti di persone detenute a seguito di condanna per gravi reati sono ritenute ragionevoli e proporzionate”.

Leave a Reply